F.A.Q.
D: Di quali requisiti bisogna essere in possesso per adottare un bambino straniero?
R: E' necessario il decreto di idoneità all'adozione internazionale rilasciato dal Tribunale per i Minorenni o dalla Corte D'Appello.
D: Chi sono gli associati all'A.S.A.?
R: Famiglie che hanno già adottato; coppie che intendono adottare e sono in possesso del decreto di idoneità, ma anche coppie che non hanno ancora il decreto e che, nell'attesa, partecipano alle attività dell'ASA.
D: Quanto tempo occorre per adottare?
R: A partire dal momento del conferimento dell'incarico all'Ente, l'attesa è di circa 3 anni.
D: Quanto costa adottare con l'ASA?
R: Le spese relative al conferimento dell'Incarico all'Ente sono di 2.985,00 Euro.
I costi relativi alla procedura adottiva in Ucraina sono di 5.200,00 Euro, a cui si aggiungono le spese di post adozione pari a 900,00 Euro.
I costi relativi alla procedura adottiva in Repubblica Ceca sono di 4.500,00 Euro, a cui si aggiungono le spese di post adozione pari a 1.350,00 Euro.
I costi relativi alla procedura adottiva in Ungheria sono di 7.000,00 Euro (il costo comprende l'alloggio in Ungheria per l'intera durata della procedura), a cui si aggiungono le spese di post adozione pari a 500,00 Euro.
D: Cosa accade durante il tempo che intercorre tra il conferimento d'incarico e la partenza?
R: Mentre vengono assolte le procedure burocratiche,
alla coppia vengono fornite informazioni e consulenza
sulle difficoltà emotive e pratiche che l'adozione di un bambino straniero
comporta.
La consulenza alla coppia, nella fase di preparazione al percorso adottivo, si articola in incontri di gruppo ed in incontri di coppia.
D: Qual è la realtà dell'Ucraina?
R: L’Ucraina è una Repubblica che si è resa indipendente dall’ex Unione Sovietica. La capitale è Kiev. La lingua ufficiale è l’ucraino, ma si parla anche il russo. La maggior parte della popolazione professa la religione ortodossa, ma sono presenti anche la religione cattolica e quella musulmana.
La scarsa presenza sul territorio di strumenti di prevenzione fa sì che in Ucraina ci sia un alto numero di bambini in stato di abbandono. Questi possono essere adottati se iscritti nei registri del Centro Adozioni, con sede a Kiev, da almeno 12 mesi, termine previsto per consentire, in via prioritaria, l’adozione da parte di persone ucraine. I bambini ucraini per i quali è stata concessa l’autorizzazione all’ingresso in Italia dal 16/11/2000 al 30/6/2008, secondo quanto riportato nel rapporto della Commissione Adozioni Internazionali, sono 3.579.
I bambini adottabili vivono in Istituti (diversificati per fasce d’età) in cui vengono inseriti in piccoli gruppi di riferimento curati dagli educatori preposti. All’interno degli Istituti vi è spesso la presenza di un medico che ha cura dei bambini e ne aggiorna le schede sanitarie; presso alcuni Istituti operano anche figure specializzate quali, ad esempio, terapisti della riabilitazione, psicomotricisti ed educatori qualificati che si occupano di sviluppare le attitudini alla musica, alla danza e alla recitazione.
Per quanto riguarda la procedura adottiva, in riferimento all’abbinamento coppia-bambino, è da rilevare che la proposta di incontro con il bambino da parte dell’Autorità competente avviene sul posto e, pertanto, l’Ente non può fornire anticipatamente notizie relative all’abbinamento. In Ucraina la coppia è seguita da un referente in loco dell’A.S.A. che cura gli aspetti burocratici dell’iter adottivo e media gli incontri tra la coppia e il bambino. Nello specifico la coppia si reca presso il Dipartimento di Stato per l'Adozione e la Protezione dei Diritti dei Bambini - Ministero della Famiglia, della Gioventù e dello Sport di Kiev per ricevere tutte le informazioni riguardanti il minore (sia di carattere sanitario che inerenti le sue esperienze di vita) e ottenere l’autorizzazione necessaria all’incontro presso l’istituto ove risiede il bambino. La psicologa dell’A.S.A. che ha curato la fase di preparazione della coppia, è disponibile, durante il periodo di permanenza all’estero, ad accogliere telefonicamente gli eventuali bisogni emergenti. Dopo che la coppia in Istituto conosce il bambino, il direttore dell’Istituto e l’ispettore del distretto danno l’autorizzazione per fissare l’udienza per la sentenza di adozione presso il Tribunale competente. Quando la sentenza di adozione diviene esecutiva, il referente produce la documentazione relativa al minore, che l’Ente provvede a trasmettere alla Commissione Adozioni Internazionali per ottenere l’autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente del minore in Italia.
R: Per ciò che concerne la cooperazione internazionale, in Ucraina l’A.S.A.:
Ha realizzato, insieme ad altri Enti autorizzati, il progetto “Hansel e Gretel 2” (approvato e finanziato dalla Commissione Adozioni Internazionali nel giugno 2003), per prevenire il fenomeno dell’abbandono dei minori favorendo condizioni che permettano ai bambini di restare nella propria famiglia o quantomeno all’interno della comunità di appartenenza. Gli obiettivi di tale intervento sono infatti la promozione della deistituzionalizzazione, il rientro nella famiglia d’origine e l’accoglienza dei minori in affidamento familiare o in casa famiglia.
Ha sostenuto il piccolo orfanotrofio della reg. Brovary (provincia di Kiev) vill. Gogoliv, via Kiyvska n.3, diretto dalla famiglia Poplavky, con 12 bambini. Tale intervento ha fatto sì che fosse possibile realizzare una micro impresa di mattonelle dipinte a mano.
Ha curato l’intervento di costruzione di una parte destinata alla riabilitazione pediatrica di un istituto di Zhitomir.
Cura il progetto di sostegno a distanza “Doniamo ad ogni bambino la propria casa!”, attraverso il quale si aiutano famiglie ucraine con disagio socio-ambientale-sanitario.
Cura il progetto “Colora la mia Voce!”, che prevede interventi di prevenzione nel settore dei disturbi dell’udito e del linguaggio (formazione degli operatori e fornitura di protesi acustiche).
D: Qual è la realtà dell'Ungheria?
R: Nella Repubblica Ungherese, che pure tra i Paesi dell’Europa dell’Est è uno dei più evoluti, parecchie delle 19 regioni si trovano in difficoltà per gli alti tassi di disoccupazione, la grande percentuale di zone alluvionate, la presenza di strutture e fabbriche abbandonate.
La disgregazione delle famiglie e la presenza di ragazze madri che non si trovano nelle condizioni di poter prendersi cura dei propri bambini fa sì che resti ancora alto il fenomeno dell’abbandono. Tra le fasce più a rischio vi sono principalmente le famiglie rom.
E’ alta la percentuale di adozioni nazionali e, di conseguenza, il numero di bambini adottabili da coppie straniere è abbastanza esiguo. I bambini ungheresi per i quali è stata concessa l’autorizzazione all’ingresso in Italia dal 16/11/2000 al 30/6/2008 sono, secondo quanto riportato nel rapporto della Commissione Adozioni Internazionali, 268.
I bambini adottabili si trovano in Istituti, presso Case Famiglia o, nella maggior parte dei casi, presso famiglie affidatarie.
L'Ungheria ha ratificato la Convenzione dell'Aja.
In Ungheria l’Autorità competente per le adozioni è il Ministero della Gioventù, della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunità - Dipartimento della Protezione dell'Infanzia e della Gioventù, con sede a Budapest.
Per ciò che concerne la procedura adottiva, ed in particolare l’abbinamento, l’Ente autorizzato italiano accoglie dall’autorità straniera la proposta di incontro tra la coppia adottiva ed il minore da adottare; abitualmente la suddetta proposta è accompagnata da informazioni riguardanti il minore, sia di carattere sanitario che inerenti le sue esperienze di vita. L’associazione provvede a trasferire tutte le informazioni alla coppia assistendola, successivamente all'accettazione della proposta di abbinamento, in tutte le attività essenziali da svolgere in Ungheria tramite i referenti dell’Ente. In Ungheria la coppia è seguita da un referente in loco dell'A.S.A. che cura gli aspetti burocratici dell'iter adottivo e media gli incontri tra la coppia e il bambino.
Le autorità Ungheresi sono attente alla preparazione dell’adottando all’incontro con la famiglia e richiedono che il periodo di affidamento preadottivo nel loro Paese non sia inferiore ad un mese.
D: Qual è la realtà della Repubblica Ceca?
R: La Repubblica Ceca è tra i Paesi dell’Europa dell’Est più abbienti e il più evoluti dal punto di vista dei rapporti politico-economici con gli altri Stati.
Per ciò che concerne la Adozioni Internazionali, ha ratificato la Convenzione dell’Aja.
In particolare, la Commissione Italiana ha autorizzato l’ente A.S.A., al momento unico ente in Italia ad operare in Repubblica Ceca, nel gennaio del 2003. I bambini per i quali è stata concessa l'autorizzazione all'ingresso in Italia al 30/06/2008 sono 22.
In Repubblica Ceca tra le fasce più a rischio vi sono le famiglie rom.
E’ alta la percentuale di adozioni nazionali e, di conseguenza, il numero di bambini adottabili da coppie straniere è abbastanza esiguo.
I bambini adottabili si trovano in Istituti (diversificati per fasce d’età) in cui è presente un medico che ha cura dei bambini e ne aggiorna le schede sanitarie; presso alcuni Istituti operano anche figure specializzate quali, ad esempio, terapisti della riabilitazione, psicomotricisti ed educatori qualificati che si occupano di sviluppare le attitudini alla musica, alla danza e alla recitazione. Ogni bambino è inserito in un piccolo gruppo di riferimento curato dagli educatori preposti.
L’organo che si occupa delle Adozioni Internazionali è l’”Istituto per la protezione legale Internazionale del bambino”, che ha sede a Brnò.
L’iter adottivo prevede che l’Ente comunichi al Centro di Brnò il nome degli aspiranti genitori e la loro disponibilità, richiedendo la registrazione della coppia. L'Autorità Centrale non accetta la disponibilità da parte di coppie in età avanzata. Il Centro, una volta ricevuta la documentazione completa, comunica all'Ente l’avvenuto inserimento della coppia nell’elenco degli aspiranti all’adozione.
Il Centro di Brnò individua l’abbinamento e manda all’Ente, in Italia, la documentazione completa riguardante il bambino; la suddetta proposta è corredata dalle informazioni riguardanti il minore, sia di carattere sanitario che inerenti le sue esperienze di vita.
L’accettazione dell’abbinamento viene comunicata dall’Ente stesso al Centro Adozioni Ceco, il quale invia all’Ente attestazioni della sussistenza delle condizioni di cui all’art.4 della Convenzione dell’Aja del 1993.
L’incontro con il bambino da parte della coppia è supportato dalla mediazione del referente ceco.
D: Qual è la realtà della Moldavia?
R: La Moldavia è una Repubblica parlamentare che si è resa indipendente dall’ex Unione Sovietica nel 1991. Confina ad ovest con la Romania; a sud, est e nord con l’Ucraina. La lingua ufficiale del Paese è il Moldavo, ma si parlano anche il Russo e il Gagauzo.La quasi totalità della popolazione professa la religione ortodossa (solo una piccola percentuale l’ebraica). La popolazione è composta per la maggior parte da Moldavi, ma sono anche presenti gruppi etnici Ucraini, Russi, Gagauzi e Bulgari.
Il sistema di protezione sociale statale non prevede strumenti per la prevenzione dell’abbandono dei minori, nonostante recentemente siano state attuate alcune azioni pilota. Le ragioni dell’abbandono dei bambini sono da rintracciare nella povertà delle famiglie che, pertanto, affidano i bambini agli Istituti statali rinunciando alla potestà genitoriale. Gli Istituti sono spesso strutture fatiscenti, ma in cui abitualmente sono presenti, per ogni gruppo di bambini, degli educatori di riferimento.
In Moldavia è stata da recente ratificata la Convenzione dell’Aja.
E’ presente un Comitato Governativo con sede a Chisinau (Capitale della Moldavia) che si occupa di adozioni internazionali e che rilascia all’ente italiano l’autorizzazione ad operare.
Come riportato nel rapporto della Commissione Adozioni Internazionali, infatti, i bambini provenienti dalla Moldavia per i quali è stata concessa l’autorizzazione all’ingresso in Italia dal 16/11/2000 al 30/6/2008 sono 105.
Riguardo le procedure post adottive, la Moldavia richiede varie relazioni ed è anche previsto un viaggio di un assistente sociale moldavo che deve valutare l’inserimento del minore.
Secondo la legge moldova le coppie devono essere sposate, devono avere più di 25 anni e meno di 50 anni.
La documentazione richiesta ad ogni coppia viene trasmessa, attraverso i referenti dell’Ente in loco, al Comitato per l’adozione di Chisinau che provvede all’inserimento della coppia nell’apposito elenco degli aspiranti all’adozione.In Moldavia la coppia è seguita da un referente in loco dell’A.S.A. che cura gli aspetti burocratici dell’iter adottivo e media gli incontri tra la coppia e il bambino.
Per ciò che concerne la Cooperazione Internazionale, l’A.S.A. ha contribuito a realizzare, insieme ad altri Enti autorizzati, il progetto “Hansel e Gretel 2” (approvato e finanziato dalla Commissione Adozioni Internazionali nel giugno 2003), che ha offerto servizi di prevenzione e recupero a ragazze madri e famiglie povere, numerose o con presenza di disabili.