|
Si celebra domenica 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, quest'anno dedicata dall'UNHCR al tema HOME - Un luogo sicuro per ricominciare, ad indicare che i rifugiati, persone che sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa di guerre e persecuzioni, hanno il diritto di ricostruirsi una vita in sicurezza e dignità. Per far sì che questo accada, hanno bisogno di un luogo dove possano essere accolti e che dia loro l'opportunità di ricostruire un percorso di vita al riparo dalle minacce e dalla violenza. Tale occasione, per chi come noi opera in favore di minori in difficoltà, vuole essere un momento importante per porre l'attenzione, in particolar modo, sul disagio che vivono i bambini e i ragazzi che fuggono dai loro Paesi per sottrarsi al pericolo e alla violenza. A tal proposito sottolineamo quanto è emerso dal rapporto dell'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati riguardo la terribile realtà dei minori afghani il più delle volte costretti ad affrontare un viaggio difficile e pericoloso via terra per raggiungere l'Europa, viaggiando senza i propri genitori, per fuggire da un paese martoriato dalla violenza. Nel rapporto stilato viene riportato che più di 5.900 bambini afghani, per lo più ragazzi, hanno cercato asilo in Europa lo scorso anno, rispetto al 3.380 del 2008. Nel 2009, il 45% dei minori non accompagnati richiedenti asilo erano appunto afghani, percentuale quasi tre volte maggiore a quella dei Somali, che costituivano il secondo gruppo. Lo studio dell'UNHCR esamina le ragioni delle partenze, i percorsi che i bambini intraprendono, e l'accoglienza che ricevono al loro arrivo. I giovani afghani crecano di raggiungere l'Europa per diversi motivi, tra cui il conflitto ancora in corso in Afghanistan e la riduzione dei livelli di protezione nei paesi vicini. Lo studio rileva come i giovani afghani che arrivano in Europa non sempre ricevono il supporto di cui hanno bisogno. Di conseguenza, rimangono spesso nelle mani dei trafficanti che li spingono a continuare il loro viaggio. Lungo la strada questi bambini affrontano disagi traumatizzanti, commenta Judith Kumin, Direttore dell'UNHCR per l'Europa, si sentono in obbligo nei confronti delle loro famiglie a continuare il viaggio e, di conseguenza sono doppiamente vittime.
Di seguito riportiamo il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione di questa Giornata:
"In occasione di questa celebrazione della Giornata Mondiale dei Rifugiati, prendiamo in considerazione una tendenza preoccupante: la diminuzione del numero di rifugiati che sono in grado di tornare a casa.
Rispetto al 2005, quando più di un milione di persone ha volontariamente fatto ritorno al paese d’origine, lo scorso anno il numero è sceso a 250mila, il più basso degli ultimi venti anni. Ciò è imputabile alla prolungata instabilità in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Sudan meridionale.
Il tema della celebrazione di quest’anno, “Casa”, evidenzia la condizione di quei 15 milioni di rifugiati in tutto il mondo, di cui più di tre quarti nei paesi in via di sviluppo, che sono stati sradicati dalle loro case a causa di conflitti o persecuzioni.
Oggi per molti rifugiati, urbanizzazione veloce significa che la casa non è un campo affollato e gestito da un’organizzazione umanitaria internazionale, ma un riparo di fortuna alla periferia di una città in un paese in via di sviluppo.
Mentre queste città continuano a sperimentare una crescita straordinaria, i rifugiati ne rappresentano i residenti più vulnerabili. Essi devono infatti lottare per ottenere i servizi più elementari: igiene, salute ed educazione. L’impatto della crisi globale economica e finanziaria non ha fatto altro che accrescere la minaccia della marginalizzazione e della privazione.
Noi che facciamo parte della comunità umanitaria dobbiamo adattare le nostre politiche a questi bisogni in continuo cambiamento. Ciò significa lavorare a stretto contatto con i governi in modo da fornire prestazioni e intensificare gli sforzi per risolvere i conflitti, affinché i rifugiati possano tornare alle loro case.
Nella Giornata Mondiale per i Rifugiati, riaffermiamo dunque l’importanza della solidarietà e della necessità che la comunità internazionale condivida questo fardello. I rifugiati sono stati privati delle loro case, ma non devono essere privati del loro futuro." La Giornata Mondiale del Rifugiato viene celebrata quest’anno in Italia da decine di enti locali, organizzazioni non governative ed associazioni. La sera del 19 giugno il Colosseo verrà illuminato con il logo dell'UNHCR e la scritta Giornata Mondiale del Rifugiato 2010.
fonte VITA 18.06.2010 |