|
Sfruttamento e abuso di minori, pene più severe |
|
|
|
|
Notizie
|
|
Pene più severe contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale dei minori. E' quanto prevede il nuovo testo messo a punto al Senato dalle commissioni Giustizia e Esteri. Il testo, che dà esecuzione alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori, adegua l'ordinamento interno. In particolare, si prevedono dai 6 ai 12 anni di carcere e una multa dai 15.000 ai 150 mila euro per chiunque recluta o induce alla prostituzione un minore con meno di 18 anni, o chi sfrutta e trae profitto dalla prostituzione di un minorenne. Pene più severe anche per chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne: da uno a 6 anni di reclusione e una multa dai 1.500 ai 6.00 euro. Il nuovo testo puntualizza che nei casi di prostituzione minorile non si possa invocare, a propria scusa, l'ignoranza dell'età della persona offesa. Tra le pene accessorie, sono previste l'interdizione dai pubblici uffici, la chiusura degli esercizi la cui attività risulta finalizzata a delitti sessuali, la revoca della licenza d'esercizio, l'obbligo di sottoporsi a un trattamento psicoterapeutico teso a una modifica del comportamento sessualmente deviato, misure di sicurezza che impongono al condannato per reati sessuali di comunicare i loro spostamenti per impedire un contatto con luoghi che possano favorire la reiterazione del reato. E' prevista anche l'istituzione di un registro dei condannati sessuali, non pubblico, per consentire un coordinamento tra le forze di polizia e le scuole, gli asili e altri centri di aggregazione.
fonte Fuoritutto 08.07.2010
|
|
|
L'opinione del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma sulla "ruota degli esposti" |
|
|
|
|
Notizie
|
|
«La culla termica? Una follia. Significa incoraggiare il fenomeno del parto in situazione di rischio, al di fuori di strutture ospedaliere attrezzate». È così che si esprime la presidente del Tribunale dei minorenni Melita Cavallo, intervistata da Alessandra Paolini, in merito all' iniziativa della Farmacap di istallare una sorta di "Ruota degli innocenti" in una delle farmacie comunali della città. Presidente, quale è la ricetta per aiutare le donne che, una volta partorito, non se la sentono di essere le madri? «Tanto per cominciare i soldi spesi per queste culle termiche andrebbero utilizzati per far sapere a tutti che negli ospedali si può partorire in totale sicurezza e in totale anonimato. Anche se si è extracomunitaria e senza permesso di soggiorno?». Ma quanti sono i bambini abbandonati ogni anno nella capitale? «Sono pochi. In tutta la regione nel 2009 sono stati 61, a Roma poco più della metà. Da gennaio a d oggi 25 in tutto il Lazio». C' è una sorta di identikit di queste mamme costrettea un passo così doloroso? «Molte sono extracomunitarie. Donne che non hanno possibilità economiche, non hanno casa né lavoro o non possono tornare nel loro paese con un bambino». Un bimbo lasciato in ospedale rispettando l' anonimato della madre, può una volta adulto conoscere l' identità di chi l' ha partorito? «Attualmente non può; ma vi sono più proposte di legge che consentono all' adottato non riconosciuto alla nascita, raggiunta un determinata età (40 anni), la possibilità di conoscere le sue origini. La Commissione Giustizia della Camera presieduta da Giulia Bongiorno ha fatto al riguardo più audizioni di esperti, ed in questa sede ho ritenuto di proporre che alla madre sia richiesto, al momento del parto, se intende consentire al figlio biologico adottato, una volta adulto, di avere notizie sulla sua persona. Già da subito, comunque, potrebbe esserle chiesto di lasciare agli atti notizie quali nazionalità, età, eventuali malattie genetiche e, ove possibile, i motivi dell' abbandono. In tal senso ho fatto, da alcuni mesi, apposita richiesta al Ministro della Salute». Accade spesso che qualcuno adottato si rivolga al tribunale per sapere qualcosa sui genitori naturali? «Oggi è riconosciuto questo diritto all' adottato, e le istanze inoltrate nello scorso anno 2009 sono state 43. Nessuno di loro ha mai espressamente chiesto il nome della madre, ma sempre il perché dell' abbandono e l' esistenza di fratelli o sorelle».
fonte Repubblica.it 07.07.2010
|
|
L'Italia e la mancata ratifica della Convenzione del 1996 de l'Aja sulla responsabilità genitoriale e la protezione dei minori |
|
|
|
|
Notizie
|
|
E' scaduto il 5 giugno il termine fissato dal Consiglio d'Europa per la ratifica del testo della Convenzione dell'Aja del 1996 da parte dell'Italia e di altri paesi europei. La Convenzione del 1996, sulla responsabilità genitoriale e la protezione dei minori, è considerata un'importante strumento per il miglioramento della cooperazione tra Stati in materia di protezione per l'infanzia. La sua applicazione, infatti, a quasi tutti i provvedimenti inerenti i minori quali, ad esempio, l'affidamento internazionale ed altre forme di tutela genitoriale, ad esclusione dell'adozione internazionale, già regolamentata dalla Convenzione del 1993, consentirebbe di dare risposte e prendere provvedimenti sulle migliaia di bambini e adolescenti che si trovano in difficoltà: i cosiddetti minori non accompagnati, quelli che provengono da Paesi colpiti da catastrofi naturali o conflitti, in difficoltà familiare. Per il notevole ritardo e la mancata firma il nostro paese è stato sollecitato e richiamato dal Consiglio dell'Unione Europea, lunedì 5 luglio per fare il punto sullo stato di ratifica della Convenzione.
fonte AGI 26.06.2010 |
|
L'Italia e l'infanzia trascurata |
|
|
|
|
Notizie
|
|
La società cambia, ma sempre meno è attenta ai diritti dei bambini e adolescenti. A dieci anni dall’avvio delle prime indagini sulla realtà dei minori nel nostro Paese, Telefono azzurro ed Eurispes confenzionano un’immagine poco rassicurante dell’universo dei più giovani, conseguenza, sottolinea il presidente dell’ente di statistica Gian Maria Fara, «di una lettura economicistica del sociale in cui le diverse componenti sono divise e interpretate in termini di “filiera”». Tradotto, l’organizzazione della nostra società avvantaggia chi produce, penalizza invece chi, come minori e anziani, necessita di politiche di sostegno. Il decimo rapporto “Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi dieci anni” pubblicato ieri, infatti, rileva il grande carico che pesa sulle famiglie: le spese per i nuclei con figli sono aumentate all’incirca dell’8 nel 2008 rispetto all’anno precedente (in media 385 euro al mese per figlio). E il bacino di bisogni ed esigenze avanzate dai minori sembra crescere esponenzialmente: chiedono computer, telefonini e altre tecnologie, spendono in alcol e sigarette, seguono le mode nell’abbigliamento come nell’intrattenimento. Sempre più spesso cresciuti dai nonni e dalla scuola, secondo l’indagine che ha seguito i cambiamenti di circa 50.000 minori dal 2000 a oggi, sono anche più “bulli”. Effetti, questi, che come ha spiegato Ernesto Caffo, presidente di Sos Telefono azzurro, derivano «da tre grandi rivoluzioni: non si parla più di famiglia ma di famiglie, il tema della crisi economica è centrale e le nuove tecnologie sono entrate con forza nella vita di tutti». In questo contesto, il rapporto lancia l’allarme povertà: è a rischio un minore su quattro nel nostro Paese, al terzo posto su scala europea dopo Romania e Bulgaria. «Vengono continuamente e retoricamente declamate, ma nei fatti - avverte Gian Maria Fara - le politiche familiari nel nostro Paese si collocano agli ultimi posti in Europa, sia per quantità che per qualità degli interventi». Non si risparmiano toni di avvertimento, soprattutto al governo in carica, quando si fa notare che «i diritti dei bambini sono fortemente trascurati». Per Telefono azzurro nell’agenda politica «manca un punto di riferimento sul tema del’infanzia e le varie deleghe sono distribuite a tanti ministri». Il Piano dell’Infanzia, poi, non è ancora venuto alla luce e «i campanelli di allarme lanciati negli ultimi anni non hanno trovato un interlocutore istituzionale sufficientemente attivo». Molto si deve fare sul piano della tutela all’integrità dei minori, laddove cresce l’esposizione alle molestie via web senza che sia ancora attivato il registro nazionale per il monitoraggio degli abusi. Soltanto nei primi tre mesi del 2010 sono stati 222 i minori scomparsi per i quali la Direzione anticrimine della polizia ha attivato una ricerca (nel 2009, 1.033), per la maggioranza di nazionalità straniera. Per quest’ultimi in particolare, l’esigenza prioritaria è garantire parità nell’accesso alle prestazioni sanitarie e al sistema dell’istruzione. Sembra che gli stessi bambini ne siano convinti: il 66 per cento dei giovani italiani percepisce la difficoltà dell’altro a inserirsi a scuola.
fonte Terra 25.06.2010
|
|
Roma, “Unchildren” una mostra-evento dell’infanzia negata |
|
|
|
|
Notizie
|
|
Oggi nuove forme di sfruttamento pesano sul diritto di ogni bambino a vivere un'infanzia felice e piena, le quali si aggiungono purtroppo a pratiche antiche e degradanti, che mortificano la sua dignità. "Unchildren" è una mostra-evento di sensibilizzazione sui diritti negati ai bambini nel mondo presentata da Terre des Hommes, in occasione dei suoi primi 50 anni e del ventennale della dichiarazione ONU dei diritti dell'infanzia. La mostra è un racconto fatto attraverso le immagini di Stefania Spanò creata su 17 stilizzazioni dai colori forti, facilmente accostabili alle immagini per bambini ma che intendono catturare, in realtà, l'attenzione dei tanti, troppi adulti indifferenti. Alla negazione dell'infanzia per ilioni di bambini nel mondo, Terre des Hommes risponde con la volontà di espandere il campo delle tutele per far fronte anche alle nuove forme di violazione. Stefania Spanò lega la sua narrazione alla missione di Terre des Hommes per far sì che a questo itinerario di denuncia si unisca la staria di azioni concrete e di speranza vissuta da questa organizzazione. La mostra "Unchildren" sarà aperta fino al 30 giugno alla Sala Santa Rita di Roma.
fonte Redattore Sociale 20.06.2010
|
|
|