|
La società cambia, ma sempre meno è attenta ai diritti dei bambini e adolescenti. A dieci anni dall’avvio delle prime indagini sulla realtà dei minori nel nostro Paese, Telefono azzurro ed Eurispes confenzionano un’immagine poco rassicurante dell’universo dei più giovani, conseguenza, sottolinea il presidente dell’ente di statistica Gian Maria Fara, «di una lettura economicistica del sociale in cui le diverse componenti sono divise e interpretate in termini di “filiera”». Tradotto, l’organizzazione della nostra società avvantaggia chi produce, penalizza invece chi, come minori e anziani, necessita di politiche di sostegno. Il decimo rapporto “Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi dieci anni” pubblicato ieri, infatti, rileva il grande carico che pesa sulle famiglie: le spese per i nuclei con figli sono aumentate all’incirca dell’8 nel 2008 rispetto all’anno precedente (in media 385 euro al mese per figlio). E il bacino di bisogni ed esigenze avanzate dai minori sembra crescere esponenzialmente: chiedono computer, telefonini e altre tecnologie, spendono in alcol e sigarette, seguono le mode nell’abbigliamento come nell’intrattenimento. Sempre più spesso cresciuti dai nonni e dalla scuola, secondo l’indagine che ha seguito i cambiamenti di circa 50.000 minori dal 2000 a oggi, sono anche più “bulli”. Effetti, questi, che come ha spiegato Ernesto Caffo, presidente di Sos Telefono azzurro, derivano «da tre grandi rivoluzioni: non si parla più di famiglia ma di famiglie, il tema della crisi economica è centrale e le nuove tecnologie sono entrate con forza nella vita di tutti». In questo contesto, il rapporto lancia l’allarme povertà: è a rischio un minore su quattro nel nostro Paese, al terzo posto su scala europea dopo Romania e Bulgaria. «Vengono continuamente e retoricamente declamate, ma nei fatti - avverte Gian Maria Fara - le politiche familiari nel nostro Paese si collocano agli ultimi posti in Europa, sia per quantità che per qualità degli interventi». Non si risparmiano toni di avvertimento, soprattutto al governo in carica, quando si fa notare che «i diritti dei bambini sono fortemente trascurati». Per Telefono azzurro nell’agenda politica «manca un punto di riferimento sul tema del’infanzia e le varie deleghe sono distribuite a tanti ministri». Il Piano dell’Infanzia, poi, non è ancora venuto alla luce e «i campanelli di allarme lanciati negli ultimi anni non hanno trovato un interlocutore istituzionale sufficientemente attivo». Molto si deve fare sul piano della tutela all’integrità dei minori, laddove cresce l’esposizione alle molestie via web senza che sia ancora attivato il registro nazionale per il monitoraggio degli abusi. Soltanto nei primi tre mesi del 2010 sono stati 222 i minori scomparsi per i quali la Direzione anticrimine della polizia ha attivato una ricerca (nel 2009, 1.033), per la maggioranza di nazionalità straniera. Per quest’ultimi in particolare, l’esigenza prioritaria è garantire parità nell’accesso alle prestazioni sanitarie e al sistema dell’istruzione. Sembra che gli stessi bambini ne siano convinti: il 66 per cento dei giovani italiani percepisce la difficoltà dell’altro a inserirsi a scuola.
fonte Terra 25.06.2010
|